Museo Lapideo

A partire dal giorno di ferragosto  del 2018, con un grande e inaspettato numero di presenze,abbiamo garantito l’apertura di quel gioiello architettonico e artistico ricavato proprio nel cuore della Pieve: il Museo Lapideo.

In questa piccola ma significativa galleria, attraverso l’armoniosa fusione di luci, suoni e colori, i tanti visitatori hanno potuto ammirare, con ancora maggior coinvolgimento, alcuni antichi e meravigliosi reperti provenienti dall’area archeologica del San Vitale.

Inaugurata nel 2015, questa esposizione propone ornamenti eseguiti nel VIII secolo, capitelli decorati con sinuosi intrecci, calchi di eleganti fregi, vasi antichi e la mensa d’altare della Pieve consacrata nel 1145.

Pieve di San Vitale – Museo
I primi abitanti socialmente organizzati di quest’area furono, sin dal VI secolo a.C., i Liguri Verabolensens – definizione spregiativa, data dai nemici romani – che li identificava come “lanciatori di giavellotti”. Essi elessero il monte Letum (San Vitale) a fulcro politico-amministrativo-militare del “dipartimento” che abbracciava l’intero Appennino reggiano e modenese. Proprio in questo luogo, divampò la guerra in cui i Liguri furono trascinati dai Romani a partire dal 256 a.C., e che li vide sconfitti nel 176 a.C..
Tra il VII e il IX secolo d. C., invece, approdarono poi qui i Bizantini. Religiosi e giuristi, inviati dal vescovo di Ravenna, portarono in questi luoghi non soltanto il Cristianesimo, ma anche il diritto e l’arte della lavorazione della pietra. Nella radura, a monte del castrum difensivo, fu così edificata una Pieve – ovvero una “chiesa madre” rurale – dedicata a San Vitale, intitolazione che si estese, nella cultura popolare, anche al monte che la ospitava. In seguito, per espressa iniziativa di Matilde di Canossa, la Pieve, dopo secoli di incuria, divenne per i successivi secoli uno dei perni dell’organizzazione religiosa, giuridica, culturale e sociale dell’Appennino reggiano. Attorno al 1105 furono avviate opere di ricostruzione della struttura, che si ergeva in posizione differente rispetto all’edificio di culto bizantino, coinvolgendo maestranze che avevano operato anche al duomo di Modena. La consacrazione della nuova chiesa ebbe luogo il 29 agosto del 1145. Il Seicento, tuttavia, segnò l’inizio del declino per la Pieve matildica. L’antistante canonica di matrice bizantina fu infatti trasformata in un palazzo signorile, utilizzando anche materiali di pregio provenienti dalla Pieve stessa. Ecco perché l’ostello e l’annesso ristorante possono essere considerati essi stessi un bene culturale, risultando parti integranti e testimoni silenziosi della travagliata storia di questo luogo. Il museo lapideo, ricavato all’interno della Pieve matildica e concepito in ottica multimediale, diventa inoltre un ulteriore presidio didattico estremamente suggestivo per la varietà di frammenti che racchiude e per la loro profondità storica.

GIORNI E ORARI DI APERTURA

  • CHIUSURA INVERNALE
  • RIAPERTURA PRIMAVERA 2021